Tullio De Piscopo festeggia i 40 anni di ‘Stop bajon’ con un nuovo remix – video

Quarant'anni fa il singolo Stop bajon di Tullio De Piscopo rappresentò l'avanguardia del rap napoletano: una composizione scaturita dalle ritmiche innovative di Tullio De Piscopo e dalla genialità di Pino Daniele

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Tullio De Piscopo festeggia i 40 anni di 'Stop bajon' con un nuovo remix - video

Quarant’anni fa il singolo Stop bajon di Tullio De Piscopo rappresentò l’avanguardia del rap napoletano: una composizione scaturita dalle ritmiche innovative di Tullio De Piscopo e dalla genialità di Pino Daniele.

Ora, per festeggiare i 40 anni dello storico pezzo, è uscito il nuovo remix di Tullio De Piscopo su ‘Stop bajon‘, disponibile in una tiratura limitata Picture Disc, pubblicato e distribuito da Cimbarecord.

Contiene le versioni Radio ed Extended, ma anche le composizioni di batteria sola Afro Cubano e Medium Rock originariamente presenti nell’LP del 1974 dal titolo ‘Suonando la Batteria Moderna‘, ed infine il brano ‘Funky Virus‘.

Già, perché quest’anno, come detto, ricorre infatti il quarantennale della pubblicazione del brano ‘Stop Bajon’, registrato nel 1984 a Formia negli studi Bagaria di Pino Daniele assieme ad un importante mix di musicisti: il grande jazzista Don Cherry al pocket trumpet ed alla chitarra africana dussun’guni, Famadou Don Moye (per decenni colonna ritmica dell’Art Ensemble of Chicago), Rino Zurzolo al basso e Joe Amoruso alle tastiere.

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Dopo aver esaurito in breve tempo le pochissime copie del vinile uscito per il Record Store Day, l’etichetta ha deciso di pubblicare e distribuire il Picture Disc.

Chi è Tullio De Piscopo

Tullio De Piscopo è un batterista, cantautore, percussionista e bandleader italiano. È nato a Napoli il 24 febbraio 1946. All’età di tredici anni De Piscopo lavorava in night club della medesima zona, molto frequentati dai soldati americani, mentre in seguito entrò a far parte di gruppi jazz cittadini.

Nel 1969, all’età di ventitré anni, si trasferì a Torino, riuscendo ad affermarsi sulla scena musicale ottenendo una scrittura come batterista fisso allo Swing Club, locale jazz torinese dell’epoca per poi spostarsi, nello stesso anno, a Milano; da qui in poi la sua carriera sarebbe stata contraddistinta da moltissime collaborazioni di prestigio con artisti d’oltre oceano in tournée in Europa, da prestazioni in orchestre, qualche album solista e qualche album in cui accompagna musicisti di alto livello.

Fu anche turnista per gruppi dance e per importanti maestri, fra cui Franco Battiato, Tony Mimms, Augusto Martelli, Victor Bach, Bill Conti, Franco Cassano, Pino Calvi, Quincy Jones, Astor Piazzolla, Aldemaro Romero, Armando Trovajoli, Pino Presti, con il quale formò per gran parte degli anni settanta una della sezioni ritmiche più innovative e richieste anche a livello internazionale.

Nel 1973 partecipa alla prima opera rock italiana ORFEO 9 di Tito Schipa jr., l’opera divenne un doppio album e poi un film. Fra gli interpreti Penny Brown, Edoardo Nevola e gli ancora sconosciuti Loredana Bertè e Renato Zero. La direzione musicale fu curata da Bill Conti. Fra i musicisti dell’album Tullio De Piscopo alla batteria.

Nei primi anni settanta entrò nel Franco Cerri Quartet, il gruppo formato dal chitarrista Franco Cerri, in cui suona insieme al chitarrista Angelo Arienti e al contrabbassista Giorgio Azzolini. Nel 1973 partecipò anche alla nuova formazione, il Franco Cerri Quintet, con Nando De Luca al pianoforte, Pino Presti al basso elettrico, Giorgio Baiocco al sax e flauto.

Nel 1973 e nel 1974 fece parte dei New Trolls Atomic System. Sempre nel 1974, a luglio, partecipò allo storico concerto che ottenne grande consenso di pubblico e di critica a Umbria Jazz, a Orvieto assieme a Gerry Mulligan, Gianni Basso, Renato Sellani, Dodo Goya. A cavallo tra gli anni settanta e ottanta fu endorser Slingerland, Premier e delle batterie italiane HiPercussion, diventando assieme ai piatti Tosco tutto il made in Italy del tempo.

Dal 1977 al 1982, per sei anni di seguito, riceve il Premio Speciale ‘Oscar’, organizzato da E.P.T. O.L.M.A., votato dai giornalisti italiani, come miglior musicista dell’anno.

Nel 1979 Tullio De Piscopo riceve come miglior sessionman dell’anno l’ambito premio Telegatto assegnato dal settimanale Sorrisi e Canzoni TV. Nella stagione 1979/80, il suo singolo Gabbie fu la sigla di chiusura del programma di viaggi tardopomeridiano Sereno variabile, presentato da Alberto Bevilacqua e Maria Giovanna Elmi.

Nel 1981 realizzò con il pianista Oscar Rocchi l’album Metamorphosis, con la collaborazione di Hugo Heredia al sax soprano e al flauto, Cicci Santucci alla tromba e al flicorno, Sergio Farina alle chitarre e Julius Farmer al basso.

De Piscopo Fu batterista nel gruppo di Pino Daniele nei dischi Vai mo’Bella ‘mbrianaSciòCommon GroundAcqua e VientoAssajeRicomincio da 30Anema e core; fece parte anche dei grandi tour con Alphonso Johnson, Gato Barbieri, Mel Collins, Mino Cinelu, Karl Potter, Tony Esposito, James Senese, Rino Zurzolo e Joe Amoruso.

Tullio De Piscopo è anche autore di colonne sonore, tra cui ricordiamo Mi manda Picone di Nanni Loy, Razza selvaggia e Naso di cane di Pasquale Squitieri, e 32 dicembre di Luciano De Crescenzo.

Nel 1987 Tullio De Piscopo in tour europeo con Gato Barbieri, Joe Amoruso, Rino Zurzolo. Lo stesso anno partecipa con questo gruppo allo spettacolo ‘VOTA LA VOCE’ trasmesso da CANALE 5 da Piazza Maggiore di Bologna.

Come cantante ottenne successo con la canzone M’briachete tu, poi la consacrazione con Andamento lento (con la quale partecipò a Sanremo 1988 e vinse il Festivalbar nello stesso anno). Altre canzoni celebri sono E allora e allora (Sanremo 1989) Stop Bajon (1984, rap composto da Pino Daniele), He’ fatte ‘e solde, eh? (1985), Jastao (estate 1990), e Qui gatta ci cova (Sanremo 1993). I suoi pezzi sono apprezzati per le sonorità jazz-pop, talvolta con venature africane, come in Radio Africa, incisa con Mory Kanté, dove compare anche un curioso campionamento di una celebre frase di Totò “Ammesso e non concesso”.

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