Il Campidoglio scarica Tony Effe ma viene scaricato a sua volta da Mahmood e Mara Sattei, e adesso il palco del concertone di Capodanno della Capitale è vuoto.
Anche gli altri due artisti chiamati ad animare la notte di San Silvestro al concertone del Circo Massimo hanno dato forfait per protestare contro l’esclusione del collega.
Il primo è l’artista d’origine egiziana: “Speravo – scrive sui social l’autore di ‘Soldi’ e ‘Tuta Gold’ – di leggere una notizia diversa rispetto all’esclusione dal concertone di Tony Effe. Ritengo sia una forma di censura per cui decido di non partecipare“. Poche ore dopo è Sattei a chiamarsi fuori: “Anch’io non prenderò parte all’evento – il messaggio su Instagram – Non trovo corretto impedire a un artista di esibirsi, privandolo della sua libertà di espressione“.
Il sindaco Gualtieri, però, respinge al mittente le accuse di censura: “Roma è e resta una città aperta e libera, difenderemo sempre la pluralità delle idee e non imponiamo né controlliamo opinioni“. Piuttosto, dice il sindaco, “si sono urtate alcune sensibilità su valori fondamentali come la libertà delle donne e la lotta contro ogni forma di violenza nei loro confronti: il Concertone di Capodanno ha senso solo se è una festa che unisce e non divide la città“.
Un concerto allo stato, non esiste: tre artisti su tre fuori, e adesso per il sindaco per l’assessore ai Grandi Eventi Alessandro Onorato la grana si fa più complicata perchè se fino a ieri bisognava sostituire un solo big, adesso l’intero cartellone del concertone è saltato. Si lavora dunque per una soluzione, non facile a pochi giorni da San Silvestro, e fioccano le ipotesi: un dj set, o magari un artista straniero perché nel frattempo è arrivata anche la presa di posizione ufficiale della Fimi, la federazione dei discografici italiani. Che suona come un ‘non expedit’: “Siamo sempre e sempre saremo dalla parte degli artisti e contro queste forme di censura. La libertà di espressione non è negoziabile“.
E infatti si esprimono pro-Tony le romane Giorgia e Noemi mentre un’altra beniamina delle radio, Emma Marrone, manda al rapper “un abbraccio”: “Non è una cattiva persona – dice la cantante – e non ha fatto male a nessuno. Un brutto gesto nei confronti della musica tutta e dell’arte in generale, una forma di censura violenta“. Gaia, partner di Effe nella hit estiva ‘Sesso e Samba‘, sentenzia: “Censura: spazio dove la libertà e la verità sono imbavagliati e la menzogna del potere crea il suo dizionario“.
La storia fino a qui: lo scorso 12 dicembre Gualtieri e Onorato annunciano personalmente in Campidoglio il cast del concertone di Capodanno, a esibirsi saranno Mahmood, Mara Sattei e Tony Effe, idoli delle charts e dei ragazzini. Ma già all’indomani più voci sollevano l’obiezione che il trapper, protagonista di recente di un pepato dissing con Fedez, non sia un nome opportuno: i suoi testi (coerenti con gli stilemi trap) vengono additati come misogini, violenti e sessisti. La polemica sale, e il sindaco chiede allora all’artista un passo indietro: “Non può essere il volto di Roma, con risorse pubbliche. Non per censura ma per opportunità – spiega – perché sarebbe divisivo, mentre il concerto di Capodanno deve unire“.
Tony, che è anche tra i big di Sanremo, tace. Non lo fanno però i suoi manager, che parlano di “danno di immagine e alla carriera“. Pure gli organizzatori del concertone esprimono “vivo stupore e dispiacere“. Poi la mossa di Mahmood e Sattei.
Intanto era prevista la presentazione in Campidoglio dei due concerti di ‘Capodarte‘, organizzati nelle periferie per il primo dell’anno dall’assessorato alla Cultura, con il cantautore Giancane e il rapper Rancore. Conferenza stampa annullata e rinviata a data da destinarsi, e c’è chi sospetta che tra le due vicende possa esserci una relazione.
L’opposizione nel frattempo infierisce, come capitò ai tempi di un’altra polemica politico-natalizia in salsa romana, quella sullo sfortunato abete ‘Spelacchio’. Fi parla di “un cortocircuito di quelli che benpensano“. Più ironico il commento di FdI che suggerisce a Gualtieri di “imbracciare la chitarra e di cantare al concertone qualche pezzo del suo variegato repertorio“.